La tradizione platonico-cristiana dell'amore è attuale
di francesco in Il mito il 25/02/2007 - 18.24.55

Con un ritorno violento del rimosso, la cerebralizzazione dell’amore, il suo diventare platonico, rendono paradossalmente volgari le pratiche sessuali. La durezza dell’ascetismo platonico cristianizzato genera e fa nascere sofferenze, dolori, pene e frustrazioni in quantità. Potrebbero dimostrarlo terapeuti, medici e sessuologi: la miseria delle carni governa il mondo. L’esaltazione del corpo glorioso porta inevitabilmente il corpo reale nelle stamberghe, nei bordelli o sul divano degli psicoanalisti. Fallite le scelte edonistiche, ludiche, gioiose e voluttuose, i due millenni cristiani non hanno prodotto che odio della vita e indicizzazione dell’esistenza sulla rinuncia, riservatezza, moderazione, prudenza, economia di sé, e sospetto generalizzato nei confronti degli altri. La morte trionfa come modello nella rivendicazione della fissità e immobilità: la coppia, la fedeltà, la monogamia, la paternità, la maternità, l’eterosessualità e tutte le figure sociali che captano e imprigionano l’energia sessuale, per ingabbiarla, addomesticarla, costringerla …in mezzo a convulsioni e coartazioni, torsioni e pastoie, vincoli e ostacoli. La religione e la filosofia dominanti si coalizzano sempre –anche oggi- per scagliare una maledizione sulla vita (Michel Onfray, Teoria del corpo amoroso, Fazi Editore 2006, p. 48)
Commenti [2]
Commento di anna il 02/03/2007 ore 13.00.29
Commento di Uno che si è rotto le scatole il 04/03/2007 ore 4.03.14
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