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Monica & il Lavoro

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Ultimo aggiornamento Sabato 19 Maggio 2012 08:23 Scritto da Francesco Camattini

(di seguito un racconto breve tratto da Opera PoPolare Interinale di Francesco Camattini)

Drinn, Drinn...!

Monica risponde al telefono: - pronto...? Interplastiche! -

Monica si accorge però che non è il telefono ma il citofono: - Scusate... hanno un suono così simile...: ...sì chi è? Prego si accomodi. -

Drinn, drinn...!

- Sì chi è...? Accipicchia stavolta è il telefono. Faccio confusione.

In effetti  il telefono e il citofono hanno un suono davvero simile. Non uguale. Ma metteteci un po’ di tensione da neoassunta da tre giorni, e l’ansia da prestazione... Monica è in gamba: si è diplomata con il massimo dei voti all’istituto tecnico. (continua)

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Microtrattato sulla sfiducia nella politica ad uso dei navigatori della rete

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Ultimo aggiornamento Lunedì 16 Aprile 2012 13:30 Scritto da Francesco Camattini

"Nessuno si fida più di nessuno: dall’amministratore del condominio al politico importante passando per il consigliere comunale: considerazioni sulla Crisi & il  Non-Tempo."

(di Francesco Camattini. Licenza Creative Commons: puoi riprodurre questo articolo ma indica il nome dell’autore. Grazie!)

Perché non ci fidiamo più del prossimo? Oggi la sfiducia non risparmia più nessuno: dall’amministratore del condominio al politico di turno (sopratutto il politico!). C’è un clima diffuso -e molte notizie sembrano confermarlo- secondo il quale nel nostro tempo c’è sempre qualcuno disposto a guadagnare alle nostre spalle; dai piccoli e insignificanti guadagni  a quelli sproporzionati. Dietro l’angolo, stiamone certi, c’è sempre chi vuole gabbarci, chi si approfitterà della sua posizione per comportarsi ambiguamente o chi cerca una “posizione” proprio per avere la libertà di essere ambiguo e galleggiare in una zona di impunità.Proviamo ad allargare il campo oltre le ruberie e i furbetti, oltre quello che ci pare un costume degenerato attribuibile a meccanismi da “rinnovare” e al quale sembra non esserci rimedio: mano a mano che l’inquadratura si fa totale non faticheremo a renderci conto che l’oggi, il nostro tempo è situato al centro di una Crisi globale e siamo nel pieno della decadenza dell’Impero.

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“Blackbird” di David Harrower

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Ultimo aggiornamento Martedì 01 Maggio 2012 09:44 Scritto da Francesco Camattini

David Harrower gioca a ping pong con il nostro immaginario sulla pedofilia: anche  il mio senso del pudore ha lottato -per circa un’ora- contro la vergogna di approvare ciò che sento profondamente riprovevole. Sta di fatto che Harrower rende credibile sia la profondità che la problematicità di una relazione tra una dodicenne ed un quarantenne ricostruita a colpi di flash back attraverso un faccia a faccia tra i  due protagonisti: una storia d’amore in “piena regola” che, tuttavia,  si risolve  con la sconfitta di entrambi. Certo i due, in qualche modo, si sono amati; ma anche Harrower nella partita di ping pong che ingaggia con la morale corrente, non si astiene dallo stabilire -alla fine di ogni scambio- un vincitore o meglio, la vincitrice. In certi momenti, la ragazza non è più bambina ma ritorna a 27 anni dal suo “innamorato”, sembra che la differenza di età si trasformi quasi in una differenza di censo, come nelle famiglie nobili il rampollo non poteva nemmeno pensare di  sposare una ragazza della servitù: pena l’essere bandito dal suo mondo, l’esilio sociale. Perciò non si capisce ad un certo punto, se i divieti e i tabù siano funzionali ad evitare la sofferenza o la producano. Il risultato è che anche un amore eccezionale soccombe e viene schiacciato dallo tsunami del tabù e del divieto (sopratutto sono interessanti le pressioni che vengono esercitate su di lei da psicologi e familiari) . Certo è che quando il fuoco della macchina teatrale si sposta dalla relazione platonica iniziata tra i due,  alla relazione sessuale le cose sembrano cambiare e veniamo risvegliati bruscamente da un colpo di gong. C’è in effetti un’oscenità ineliminabile, quasi oggettiva una irrapresentabilità sociale della relazione tra un uomo adulto e una bambina.

   

Maschi alla deriva? Istruzioni per rassegnare la proprie dimissioni.

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Ultimo aggiornamento Martedì 01 Maggio 2012 09:44 Scritto da Francesco Camattini

Maschi alla deriva

l'8 Marzo è sempre difficile fare gli auguri alle donne: se faccio gli auguri alcune si offendono "ma che bisogno c'è di festeggiare le donne...? è assurdo!" perciò sarei un maschilista... , se ad altre invece non faccio gli auguri mi dicono che sono il solito maschilista che non si ravvede nemmeno una volta all'anno. Detto questo care donne: AUGURI, sia a chi la prende bene sia a chi si offende!

Per questo 8 Marzo un breve vademecum da sottoporre ai maschi che conoscete! Buona lettura!

Sei un maschio alla deriva? Sei stanco del solito machismo, delle modalità competitive e del celodurismo, non ti riconosci nel modello dell’uomo chenondevechiedere, dell’uomo in grado di risolvereognisituazione, dell’uomo che è tale semplicemente perchè ha potere? Ti rifiuti o non puoi o non vuoi compensare le tue mancanze di cui sopra, con brillanti prestazioni intellettuali, e/o doti carismatiche...perchè ciò confermerebbe un modello altamente competitivo che tu respingi con tutte le tue forze? Scrivi una mail a info@luomochedevechiederemolto.molto. Hai bisogno di conforto o di  un rinforzo della tua identità maschile? Sei convinto che il genere femminile non sia soddisfatto di te e/o delle tue prestazioni per tutte le considerazioni di cui sopra?

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Obiezione al contrario

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Ultimo aggiornamento Sabato 28 Aprile 2012 22:36 Scritto da Francesco Camattini

Disobbedienza fiscale, obiezione di coscienza al fisco. E' formidabile come alcune forze politiche si appellino alla coscienza dei cittadini per chiedere di evadere le tasse. Lo stato sociale e il funzionamento dello stato si regge sul prelievo fiscale, in un sistema in cui tutti ma proprio tutti pagassero le imposte le pagheremmo tutti... meno! Il mondo e fatto al contrario: invece di invitare all’obbedienza civile, ovvero chiedere agli evasori di denunciarsi o  ravvedersi (dico fiscalmente non in coscienza) la Lega invita all’evasione appellandosi ai nobili motivi di coscienza ai quali si appellavano Gandhi e il nostro don Milani per altri –veri- nobili scopi.

Grillo poi che cavalca ronzini fustigati a suon di retorica, annuncia l’istigazione all’odio sociale quando ricorda il blitz delle guardia di finanza a Cortina.  Ma scusate a casa mia gli obiettori di coscienza, con il loro gesto, desideravano testimoniare che la legalità –quella vera- era saltata! Oggi ci appelliamo alla libertà di coscienza per regredire a uno stato di barbarie. Spero che Gandhi e Don Milani possano perdonarci, ovunque essi siano!

   

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