Messaggio

Messaggio
  • EU e-Privacy Directive

    This website uses cookies to manage authentication, navigation, and other functions. By using our website, you agree that we can place these types of cookies on your device.

    View e-Privacy Directive Documents

Andria come il Titanic

Attenzione: apre in una nuova finestra. StampaE-mail

Blog

Ultimo aggiornamento Venerdì 15 Luglio 2016 13:01 Scritto da Francesco Camattini

Tutti noi ricordiamo bene il Titanic e il fatto che durante la tragedia i passeggeri di terza classe, più poveri degli altri di prima classe, per abbandonare la nave dovevano “aspettare” che tutti i passeggeri più ricchi fossero stati tratti in salvo. Ecco, io credo che ad Andria sia andata allo stesso modo e mi spiego: c’è una grave ipocrisia nel cercare l’ “errore umano” - che senz’altro c’è stato -, in questa tragedia dovremmo piuttosto tentare di comprendere il comportamento doloso (o colposo scegliete voi) della politica economica ed industriale delle nostre Ferrovie (e del nostro paese) che dividono l’Italia in sottopaesi di prima, seconda e terza classe; ma l’Italia non è una sola?  Non sembra. E la divisione non è solo “regionale” ma procede evidentemente per censo, esattamente come sul Titanic:  da un lato ci sono treni scalcinati, indegni e nemmeno puntuali, quelli dei pendolari di terza classe, del “popolo”, quelli della gente che “può aspettare” e dall’altro ci sono i treni dei pendolari di lusso, come chi va da Roma a Milano, dei pendolari di prima classe, di chi ha i “veri” impegni legati alla finanza, alla politica, all’industria. Forse la suddivisione non è così “manichea” ma questa situazione è tra i frutti della privatizzazione iniziata agli inizi degli anni ’90 che ha creato zone di indegne furfanterie ai danni dei cittadini. Dovremmo esserne davvero più consapevoli: la res pubblica non è un pachiderma obsolescente le cui zanne d’avorio vanno vendute al miglior offerente ma un elemento di promozione civile del nostro paese, una grande occasione di redistribuzione delle risorse.

 

Leggi tutto: Andria come il Titanic

 

RiTango - il video

Attenzione: apre in una nuova finestra. StampaE-mail

Canzoni

Ultimo aggiornamento Martedì 29 Dicembre 2015 14:28 Scritto da Administrator

 

"Solo Vero Sentire" - nei negozi e negli stores digitali

Attenzione: apre in una nuova finestra. StampaE-mail

Album

Ultimo aggiornamento Lunedì 23 Novembre 2015 14:12 Scritto da Francesco Camattini

Copertina

“Solo vero sentire”, un disco slow listening – musica e parola poetica da assaporare lentamente e in profondità.

Affacciati alla finestra di una casa sospesa sull’acqua a guardare noi stessi, osservando “le cose che abbiamo fatto” piuttosto di “quelle dette”, perché sono le prime – in fondo - che decidono “chi siamo”. Desiderosi di non disertare “questo nostro secolo” e il tempo in cui viviamo, anche se pieno di “inganni e immondizia”, ma con piena fiducia in quello che sarà se anche noi daremo il nostro contributo. Coinvolti e commossi dalla storia di una pastorella e del suo agnellino più amato, illuminati da un Sole che non “splenderà solo per noi” ma splende per tutti.

[guarda il video https://vimeo.com/145839954]

Leggi tutto: "Solo Vero Sentire" - nei negozi e negli stores digitali

   

Come l'aglio per Dracula

Attenzione: apre in una nuova finestra. StampaE-mail

Blog

Ultimo aggiornamento Mercoledì 27 Maggio 2015 10:01 Scritto da Francesco Camattini

Ormai da oltre vent’anni insegno alle scuole superiori anche se non con continuità poiché dal 2013 vivo a Ginevra per seguire la mia futura moglie che lavora al CERN; tuttavia il prossimo settembre anch’io tenterò di “rientrare” a scuola. Io e la mia compagna siamo un cervello e mezzo in fuga: lei è la parte intera, io la restante metà. Nonostante le mie dimezzate capacità cerebrali mi piacerebbe fare il punto sulla riforma della scuola. Non voglio farlo però entrando nel merito della riforma ma rovesciando la prospettiva e partendo da una sorta di autoanalisi “dal basso” di alcuni nervi scoperti del nostro sistema scolastico  e che questa riforma (e qualunque riforma ci sarà in futuro) è andata inevitabilmente a toccare . Lo farò con una serie di interventi. Oggi desidero fare alcune considerazioni politicamente scorrette sulla valutazione. In primo luogo vorrei far notare il rapporto idiosincrasico tra i professori e la così detta valutazione.  Parlare di valutazione della scuola e, per esempio, dei test INVALSI (che non valutano i singoli docenti ma il sistema scolastico in generale) è come cospargere di aglio Dracula o bestemmiare in chiesa quando Torquemada celebra messa. Non parliamo di quando si paventa una valutazione degli insegnanti o dei loro curricula: ci sono vere e proprie sollevazioni di popolo: valutare gli insegnanti è un tabù.

Su questo punto vorrei fare notare una contraddizione macroscopica ed autoevidente che tuttavia non viene mai utilizzata come argomento di discussione.

Cosa fanno i professori della scuola italiana per la maggior parte del loro tempo? Valutano gli studenti! Danno voti, fiumi di voti, preparano verifiche, correggono compiti e stilano complessissime tabelle con articolazioni e sotto articolazioni esoteriche per assegnare un voto in decimi: “0,3 alla domanda corretta ma non esatta, 0,5 a quella esatta ma parzialmente corretta, -0,5 alla domanda errata, -0,01 a quella con un errore di ortografia ma scritta con l’evidente intento di essere corretta...”.Gli studenti, a loro volta, cosa fanno? Vanno a caccia di voti: cercano di conquistarsi i migliori o allontanare lo spettro di un test o interrogazione sgradita. La scuola è un contenitore che trabocca valutazione (un certo tipo, a mio avviso, deteriore di valutazione).

La maggior parte dei consigli di classe (praterie di tempo sprecato) vengono spesi per questioni di lana caprina rispetto alle medie dei voti degli studenti del tipo: “tizio ha preso tre volte di fila 5,3 ma un 6,4 nell’ultima interrogazione, mi sento moralmente impossibilitata a darle la sufficienza perché la media matematica, ecc...”; oppure “...io ho un 7,3 un 9 e un 8,9... non mi sento di darle 9 anche se è una ragazza studiosa – ...l’altro giorno aveva una gonna orribile...l’avete vista? -  se qualcuno toglie 0,5 io potrei però dare 9 anche se so che... ecc...”.I voti degli studenti e delle studentesse sono al centro anche del lavoro collegiale!

E questa valutazione avviene a senso unico: professori Vs. studenti. Punto. Diciamo, allora, che suona quantomeno strano che gli unici che valutano e giudicano – ovvero i professori – non ammettano che in nessun “angolo” di una qualunque proposta di riforma della scuola ci sia una forma di valutazione dei professori (che sia il Preside sceriffo che valuta i curricula, o gli studenti caporali chiamati a esprimere una valutazione sull’operato dei docenti). E le questioni legate alla valutazione che potrebbero sembrare un tema di secondaria importanza, a mio avviso, frenano più di quanto non osiamo immaginare ogni ipotesi di riforma della scuola che – anche fosse la migliore del mondo -  deve passare per un processo di valutazione delle competenze, dei bisogni e delle risorse a disposizione della scuola per tentarne un riassetto, una profonda trasformazione.Io credo che molti dei docenti di oggi – non tutti ovviamente - non sappiano cosa sia in realtà la valutazione (e non abbiano seguito le tappe della pedagogia degli ultimi venti o trent’ anni) e siano legati a un stereotipo spaventoso e primo novecentesco della valutazione che genera mostri.

 

Leggi tutto: Come l'aglio per Dracula

 

Live @CERN

Attenzione: apre in una nuova finestra. StampaE-mail

Blog

Ultimo aggiornamento Sabato 04 Luglio 2015 11:42 Scritto da Francesco Camattini

"Solo Vero Sentire"

Live @CERN, July 8th, 9 p.m. (Main Auditorium)

Francesco Camattini, voice and guitar

Alessandro Sgobbio, piano and live electronics

special guest:

Mythra Varun Nemallapudi, voice

   

Pagina 1 di 22