The thin line of Earth's atmosphere and the setting sun are featured in this image photographed by a crew member on the International Space Station while space shuttle Atlantis (STS-129) remains docked with the station. 11/23/09 Image credit: NASA

Lo Shuttle FiveStars

In tempi non sospetti, nel mio giallo (un po’ delirante) ambientato al CERN di Ginevra “Uno scheletro in ufficio” uscito nell’agosto scorso (ora disponibile su amazon) avevo evocato – in uno dei sogni del protagonista – la figura di “Capitan” Pizza (oniricamente ribattezzato capitan BrokenPizza) ma non alla guida di Parma bensì di uno Shuttle, lo shuttle Five Stars! Eccone un estratto.


[Sogno 7]   Lo Shuttle Five Stars & il capitan BrokenPizzas

(tratto da “Uno scheletro in Ufficio” di Francesco Camattini, BookBaby 2013)

The thin line of Earth's atmosphere and the setting sun are featured in this image photographed by a crew member on the International Space Station while space shuttle Atlantis (STS-129) remains docked with the station. 11/23/09 Image credit: NASA
Tramonto sulla Terra (immagine NASA)

– Minchia, la terra è piccolissima!

– Da quest’altezza non l’avevo mai vista…

– Azzurra e bianca, piena di nuvole…

– Come siamo piccoli Vlad!

– Come siamo in alto commissario… non sono sicuro di aver fatto bene.

– Stai tranquillo, siamo nelle mani della NASA.

– Chi è che guida lo Shuttle?

– Non so Vlad. Fatti una dormita.

Gli altoparlanti diffondono uno  spot pubblicitario:

“Non essere schiavo delle vecchie ideologie! Le ideologie non esistono più, ci sono solo buone o cattive idee! Noi della compagnia Five Stars abbiamo solo buone idee e tu puoi aiutarci a realizzarle”.

– Mi è venuto il mal di spazio.

– Vuoi un Travelgum?

– No, vorrei che dagli altoparlanti non uscissero minchiate.

– …

Buona giornata! Qui è Frederic BrokenPizzas il neo-capitano dello Shuttle Five Stars che vi dà il benvenuto a bordo.

– Commissario, scendiamo subito!

– Stai calmo Vlad, che cosa ti prende?

– Ha sentito, il capitano è il sindaco di ***! Mi faccia trovare il bottone dell’espulsione automatica…

– Sarà un caso di omonimia. E anche se volessimo siamo già a 30.000 km dalla terra!

– Ci andremo a schiantare, voglio paracadutarmi adesso!

…fra pochi minuti attraccheremo alla stazione spaziale internazionale per portare a termine la nostra missione e depositare in orbita il rilevatore di raggi cosmici AMS. Tutto sta procedendo secondo quanto previsto. Passo e chiudo.

– Calmati hai visto? È tutto ok!

Conversazione tra il capitano e il co-pilota[1]:

– Come sarebbe “Ci siamo scordati la mappa”capitano?

– Non dovevi prenderla tu, co-pilota?

– No, lei è il capitano, la mappa stellare era un suo compito…

– Abbi pazienza co-pilota, sono tre giorni che volo con questo affare e sono ancora inesperto delle procedure… a Houston capiranno.

– A Huston vorranno impiccarci: ogni missione costa 10 bilioni di dollari…

– Non possiamo tornare indietro a prenderla?

– Ma è impazzito? Ci vorrebbero sei mesi per riprogrammare la missione… e poi senza cartina no, siamo perduti.

– Ho bisogno di fare una videochiamata sulla Terra alla mia associazione non-profit Five Stars… mi autosospendo dall’incarico fino al termine della chiamata. Guida tu! Vedi co-pilota, quando qualcosa non va il segreto è: a) prendere atto umilmente dei propri limiti; b) consultarsi in gruppo e risolvere le cose assieme.

– È una procedura molto strana… scusi, ma adesso che la osservo bene… non ricordo di averla mai vista alla scuola piloti…

– Mica l’ho fatta la scuola.

– Ah no?

– Io, caro co-pilota, sono stato democraticamente eletto, dal basso… i tempi sono cambiati. La classe dirigente è cambiata: basta con le mummie e i morti viventi! È l’ora del cambiamento! Largo al nuovo!

– …?

Mentre il capitano, per sapere che decisione è più opportuno prendere, si consulta in videoconferenza con un parlamento sui generis di giovani pensierosi e entusiasti riuniti attorno a un tavolo dell’IKEA che intingono biscotti nel tè, riparte lo Spot pubblicitario:

“Non essere schiavo delle vecchie ideologie! Le ideologie non esistono più, ci sono solo buone o cattive idee! Noi della compagnia Five Stars abbiamo solo buone idee e tu puoi aiutarci a realizzarle”.

– Perché ti agiti Vlad?

– Non sono tranquillo commissario, son due ore che non riceviamo notizie.

– Niente nuove, buone nuove…

– L’ultima volta che sono venuto non ricordo di avere fatto questa strada.

– Il cielo infinito è tutto uguale Vlad…

– Ho una brutta sensazione e poi la poltrona non vibrava così l’ultima volta.

– …

– Qui è il capitano che vi parla!

– …minchia finalmente!

– Ecco adesso sarai più sereno!

– Contrariamente a quanto annunciato, la missione ha subito una variazione: dopo un’approfondita consultazione con gli amici e compagni delle Five Stars a Terra, di cui troverete ampia documentazione su Facebook, Twitter e un video su You Tube, abbiamo deciso all’unanimità, sottolineo all’unanimità, di… auto-distruggerci in volo.

Il capitano Federico BrokenPizzas coglie l’occasione per ringraziare e salutare tutti i membri dell’equipaggio, scusandosi per il disagio. Have a nice trip!

– Commissario stiamo per morire! Mi abbracci.

– Vlad questo è solo uno dei tuoi tanti sogni. Lo sai che i sogni hanno un significato metaforico.

– Minchia lo sente?

– No, cosa?

– Siamo stati investiti da una pioggia di meteoriti. È l’apocalisse!

– Ma dai, sei proprio paranoico: sono gli applausi…

– …?


[1] Sebbene Vlad, nel sogno, non assista direttamente alla conversazione – nella realtà del sogno, infatti, l’equipaggio ne è escluso – conosce il contenuto della stessa poiché è lui, Vlad, il sognatore dell’intero sogno e pertanto anche della conversazione di cui sopra. Da ciò si può capire che Vlad all’interno del sogno – cioè il Vlad sognato dallo stesso Vlad (e non il Vlad che ora sta sognando) – sia in qualche modo inquieto e turbato. Aggiungo che fonte di ansia e preoccupazione è l’identità del capitano dello Shuttle.


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