Un parco contro un centro commerciale: la protesta turca sembra sia nata dall’opposizione al progetto di sostituire il verde della città con una spianata di cemento e negozi energivori, di sostituire un tempio della natura con un tempio del consumo. Non è forse e finalmente il Bene Comune la frontiera di ogni protesta politica? La protesta turca ha qualcosa di profondamente epico e poetico: i corpi di decine di migliaia di manifestanti contro gli Idoli del mercato per proteggere i docili e miti alberi che mormorano nel grande parco di Istanbul, creature di un universo ancora misterioso ma in via di estinzione. Certo c’è di mezzo l’islamizzazione del regime turco ma il luogo e il motivo presi a “pretesto” delle manifestazioni mi fanno riflettere: a Parma – dove non si muove una foglia e tutto tace – faranno molto peggio: entro un paio d’anni nascerà Parma Urban District nell’area ex Salvarani; una struttura su due livelli da cinquantamila metri quadrati con ipermercato, 150 negozi, 3700 posti auto… mi chiedo, ma davvero con ingenuità: quanto costa piantare un albero? Quanto beneficio procura a una città un parco, una pista ciclabile un ambiente sano? Quanto dura un albero? Quanto costano 50 mila metri quadrati di cemento? Cosa rimarrà ai miei figli di questa sterile distesa commerciale fra quarant’anni? Spero in una pacifica primavera parmigiana!
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