Bio e contatti


Francesco Camattini (foto di M. Mela)

Francesco Camattini (foto di M. Mela)

Francesco Camattini insegna diritto ed economia all’ITIS “G. Galilei” di San Secondo Parmense. Dirige il coro del Centro Interculturale di Parma (che ha fondato nel 2014). Ha esordito come cantautore nel 1998 con la pubblicazione del cd “Le nove stagioni” a cui sono seguiti altri lavori discografici: “Ormeggi“, 2003; “Fine della Storia“,  2006; “Crazy Crisi“, 2011; “Solo vero sentire“, 2016; nonché due lavori per il teatro dedicati al precariato e alla crisi della postmodernità (“Opera PoPolare Interinale”; “In Carne & Wireless”). Ha “prestato” la voce alle caustiche canzoni di Boris Vian all’interno delle iniziative realizzate dalla Fondazione Teatro Due di Parma in collaborazione con Fond’Action Boris Vian di Parigi, in occasione del cinquantesimo della morte dell’artista (1959-2009). Nel 2015 ha pubblicato per Infinito edizioni l’opera teatrale e musicale “La terra della e degli uomini integri” rappresentata e realizzata con un gruppo di giovani di seconda generazione in collaborazione con l’orchestra e gli allievi del Liceo Musicale A. Bertolucci.

Tra le sue collaborazioni:  Matteo Mela, Alberto Miodini,Lorenzo Micheli,  Davide Carmarino, Alessandro Sgobbio, Emiliano Vernizzi, Paolo Schianchi, Enrico Lazzarini, Achille Succi, Jimmy Villotti, Antonio Marangolo, Cesare Vincenti, Glauco Zupprioli, Niccolò Bossini, Gregorio Buti, Leonardo Morini, Paolo Ricci, Alessandro Sgobbio ed infine Roberta Baldizzone e Nicole Brandini.

Nel 2016 è uscito il suo l’ultimo album distribuito da Egea: “Solo Vero Sentire”  con la partecipazione, tra gli altri, del compositore e contrabbassista Roberto Bonati e del pianista e compositore Alessandro Sgobbio.

Le illustrazioni dei dischi di Francesco Camattini sono state realizzate da Rossana Capasso (http://www.rossanacapasso.com/).

 


Contatti:


Recensioni stampa:

Bel disco. Uno di quelli che si incollano al lettore e fai fatica a staccarli…  swingante, ben suonato, ben cantato, ben costruito e, cosa poco comune, Camattini è capace di porgere temi pesanti con leggerezza ed eleganza.” (Brigata Lolli su “Fine della Storia”)

 

Francesco Camattini, giunto alla sua terza prova discografica, ci prova con audacia non facendosi mancare niente e, tra immigrazione, amore e riferi­menti classici, intesse un lavoro che in molti episodi stupisce per maturità e raffinatezza…”

Worldmusic (n°1 del 2008)

 

Francesco Camattini è uno che racconta storie. O meglio, è un canta-storie. È degno della miglior definizione di musica italiana che si possa dare… è un lavoro di grande livello. Adatto a giornate autunnali. È un album pieno di colori e di storie. A tutti i fortunati che avranno la pazienza di ascoltarlo lascerà un segno positivo. E italianissimo.”

Rockit (08-10-2007)

 

…possiede uno stile raffinato ed elegante… riesce a scrivere e cantare con mirabile grazia stati d’animo e emozioni sempre trattati con sobrietà e padronanza del linguaggio…”

Musica di Repubblica (11-05-2000)

 

Una evidente vena ironica e a tratti cinicamente disillusa traspare in effetti dai testi del cantautore emiliano […] Il momento più creativo da questo punto di vista è Crazy Crisi.”

L’Isola che non c’era (Novembre 2010)

 


Libri e pubblicazioni:

La Terra delle Donne e degli Uomini Integri - 2015. Infinito Edizioni.

La Terra delle Donne e degli Uomini Integri – 2015. Infinito Edizioni.

  • La Terra delle Donne e degli Uomini Integri: Un viaggio oltre i muri alla ricerca di un incontro tra civiltà.
    Prefazione di Vincenza Pellegrino e Sara Fallini Nota di regia di Vincenzo Picone. Infinito Edizioni, 2015.

    “Prima di nascere non siamo stati forse tutti clandestini? Noi come Voi. C’è una frontiera misteriosa che ci separa dalla luce e non tutti riescono a oltrepassarla. Non tutti quelli che partono arrivano sulla terra. Eppure si buttano”.

 

 

 

  • Uno scheletro in ufficio – la prima avventura del Commissario Brunetto Corrida, 2013.

    Uno scheletro in ufficio - 2013

    Uno scheletro in ufficio – 2013

    Il commissario Brunetto Corrida è originario delle zone dell’autore (ovvero la bassa-parmense) è appassionato di fisica, ipo-udente, burbero ma sincero detesta la musica e crede che i rettiliani – una specie aliena – stiano combattendo la loro lotta segreta per conquistare le Terra. Vlad, il suo collaboratore, quanto a originalità non è da meno del suo “principale”: ateo, musicofilo, campione di scacchi, nipote del primo sindaco comunista siciliano del dopoguerra.
    La storia è ambientata tra il CERN della scintillante e contraddittoria Ginevra e la martoriata Parma. Il commissario è il suo degno assistente sono chiamati a indagare a proposito della morte di un fisico teorico molto famoso, all’indomani della scoperta del bosone di Higgs.