Caro Babbo Natale portaci… disagio!


Caro Babbo Natale,

non so se sai che qui in Italia siamo sprofondati nella melma e il livello sale paurosamente, sale, sale… (o forse nella melma ci abbiamo sempre nuotato e in questi giorni hanno solo acceso la luce della piscina!). Quando sei venuto, alcuni Natali or sono, avevi portato – nel tuo saccone di tela – alcuni bravi magistrati che oggi hanno concluso le loro indagini. Volevo ringraziarti a nome di tutti i cittadini e le cittadine che avevano espresso il desiderio di un paese migliore! Ora però dovresti dirigere di nuovo la tua slitta verso il nostro paese e nel tuo saccone infilare un po’ di disagio e spargerlo su tutte le città del nostro normalissimo paese! Sì hai capito bene! Vieni e porta il germe del disagio in modo che il 25 dicembre gli italiani e le italiane saltino giù dal letto come svegliati da un terremoto e comincino a gridare: “questo paese non mi sta bene! Io sono a disagio!”. Sai, caro Babbo Natale, i magistrati purtroppo non bastano. Certo, ci stanno dando una mano fondamentale ma la “normalizzazione” del nostro disagio ci ha reso tutti inermi. Mi spiego caro Babbo Natale: è l’incapacità di sopportare la frustrazione che ci ha reso ciechi.

Noi vogliamo entrare nei nostri bei caffè e fare colazione senza provare disagio. Vogliamo passeggiare nelle città senza provare disagio. Vogliano conversare con i nostri amici senza provare disagio. Vogliamo vivere senza disagio. E per questa magnifica condizione siamo disposti a… rimuovere ciò che provoca in noi fastidio. Non lo facciamo per cattiveria. No. Non credo. È come se, ogni mattina mentre consumiamo una serena colazione con la nostra brio- che fragrante… al tavolo di fianco si sedesse un noto criminale: vuole lo zucchero? Prego…! Faccia. Faccia, si figuri… Noi il dubbio che quello sia un corrotto, oppure un mafioso…ce l’abbiamo: ma perché rovinarsi la colazione? Ma perché mettere di traverso la mattina? Avremmo diverse scelte: lo denunciamo. Andiamo nel bar di fianco, oppure…ce ne dimentichiamo. Anzi, lo ricollochiamo tra i tanti clienti… Lo confondiamo. Lo normalizziamo.

Ecco caro Babbo Natale. Non voglio rubarti altro tempo ma ti prego di accogliere la richiesta di tanti bravi e tante brave cittadine in modo che il lavoro dei magistrati sia più leggero e i nostri figli possano crescere in un paese più degno: per Natale portaci una bella slitta carica di disagio!

Un abbraccio a te e a tutte le tue renne.

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